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I Personaggi


Hecatoor

Ardesia - Signora di Hecatoor

«Chi siete?» chiese il cavaliere seguendo con lo sguardo l'esile figura della donna, ed osservandola mentre si avvicinava al suo letto fino a fermarsi di fianco al ragazzino che lo fissava. Aveva lunghi capelli castani, adornati di gioielli, e profondi occhi verdi dal taglio comune, come tanti che aveva visto a Blastara. Anche se, osservandola bene, in fondo ad essi si poteva scorgere una fredda consapevolezza di superiorità, a tratti un poco irritante.
(Il Re dei Popoli, Cap III)

Khajil - Figlio di Ardesia, principe ragazzo di Hecatoor

Poco distante, tra le rovine della Torre Sud di Hecatoor, il fresco vento della sera sferzava il volto pensieroso dell'ultimo erede della Fortezza della Magia, scuotendogli i disordinati capelli castani. Egli, immerso nel silenzio più totale, lasciava ciondolare le gambe a penzoloni nel vuoto, mentre perdeva lo sguardo verso l'orizzonte. Sapeva che tutto ciò che vedeva gli apparteneva e questo l'aveva sempre riempito d'orgoglio. Eppure, quel giorno non riusciva a gioirne come al solito. Il suo animo era assorto, inquieto.
[...] «Ciao, Radia» la salutò lui gonfiandosi d'orgoglio nel sentirsi chiamare già re. Era un ragazzo desideroso di crescere in fretta e di disporre liberamente di ciò che sentiva già suo e che, credeva, sua madre non amministrasse al meglio.
(Il Re dei Popoli, Cap I)

Craus - Primo Sapiente di Hecatoor

A quel punto Craus si avvicinò alla Signora, mentre il mantello dello stregone strisciava a terra inseguendo i suoi passi. Poi lui prese le mani della propria donna tra le sue e si chinò su di lei dalla sua maggiore altezza, facendo scendere i lunghi capelli corvini sul viso di Ardesia come in una cascata. Con essi nascose il viso della propria donna dagli altrui sguardi.
(Il Re dei Popoli, Cap VII)

Levis - Sapiente con il dono di poter vedere il futuro

«Stanotte ho fatto un sogno» disse all'improvviso l'uomo con i capelli rossi, mentre per un istante, nell'esercitare la magia, nelle sue iridi scure balenavano riflessi color sangue.
(Il Re dei Popoli, Cap III)

Radia - Ex-Sapiente di Hecatoor, creduta morta dopo l'ultima battaglia

All'improvviso la voce vellutata di una donna richiamò l'attenzione del ragazzo e Khajil si voltò trovandosi di fronte ad una figura alta e slanciata, quasi evanescente. I raggi del sole che moriva trafiggevano il suo corpo inconsistente. Il suo viso pacato, coronato dai lunghi capelli biondi, non mostrava alcuna emozione. Era bianco come la neve, anch'esso trasparente, fatta eccezione per gli occhi neri della donna, scuri e materiali come la pece stregata che, gli era stato raccontato, anni addietro aveva ricoperto Hecatoor come una fitta pioggia.
Era lei la figura che alcuni avevano visto balenare tra le antiche rovine della Torre Sud, quando le nubi coprivano la luna oscurando il cielo. Tutti la temevano, chi per sentito dire, chi perchè l'aveva vista.
(Il Re dei Popoli, Cap I)


Blastara

Aryen - Principessa del castello caduto

Aryen non si lasciò distrarre dall'offesa. Tenne il capo alto, orgogliosamente, ed aggiustandosi gli arruffati capelli rossi dietro ad un orecchio sorrise al Drago.
«Mio padre tornerà, e vi caccerà dalle nostre terre.»
(Il Re dei Popoli, Cap II)

Hemas - Cavaliere Errante di Eria, al servizio del Re e della Regina di Blastara

Mentre dormiva, il volto del cavaliere di Blastara non era rilassato come quello di qualunque persona normale. Le labbra sottili erano serrate, contratte, e gli occhi si muovevano spasmodicamente al di sotto delle palpebre, come se stesse ancora combattendo. Khajil lo osservava da diverso tempo, in silenzio, provando ad immaginare quali turpi incubi si agitassero nella mente dello straniero.
(Il Re dei Popoli, Cap V)
 


I Figli del Drago

Il Drago - Capo incontrastato dei Figli del Drago, detentore di un potere nascosto

Quel giorno il cielo non era luminoso come al solito e delle strane nubi grigie avvolgevano la figura di quello che il guerriero aveva chiamato non 'Figlio del Drago', ma direttamente 'Drago'.
Il suo viso sottile ed affilato era contratto in un innaturale sorriso. I suoi occhi, violati dal pallido sole che stava nascendo ad est, erano dello stesso colore dell'oro fuso. Era vestito di una semplice tunica verde intarsiata d'oro, sopra alla quale si spargevano i capelli lunghi e lisci, scuri come le secolari cortecce delle querce del Bosco del Fato. Lui, intuì Aryen, doveva essere il loro unico capo.
(Il Re dei Popoli, Cap II)

Il drago Warnak - animale magico dotato del dono del pensiero

La luce delle fiamme balenò nella cella per qualche istante, giusto il tempo di illuminare i corpi dei topi carbonizzati e ciò che circondava la vita di Aryen. Era un qualcosa in tutto e per tutto simile agli enormi serpenti di cui i viaggiatori le avevano parlato spesso, ma non si trattava di un animale a sé stante, bensì della coda della bestia che aveva generato il vortice di fuoco.
I suoi occhi verdi scintillavano nel buio e le grandi fauci, da cui erano uscite le fiamme, erano ancora semiaperte. Da esse fluiva liberamente una sorta di fumo fluorescente, che illuminava le scaglie verde scuro che gli ricoprivano il muso ed il corpo. Al collo portava un pesante collare di piombo, che lo rendeva prigioniero, ed infatti -e Aryen se ne rese conto allora per la prima volta- lo sguardo dell'animale non era forte e fiero come lo si sarebbe potuto immaginare, ma sottomesso e docile. Quella bestia era ciò che rimaneva della creatura più forte e leggendaria che fosse mai esistita: il drago. E lui l'aveva difesa, così come aveva provato a fare anche lei.
(Il Re dei Popoli, Cap IV)- Uno dei generali del Drago

Rakje - Guerriero di sangue del Drago

Lo straniero portava i capelli castani raccolti in una lunga treccia ed aveva il viso, ricoperto di cicatrici, nascosto al di sotto di una lunga barba. La sua espressione era sadicamente sorridente ed Aryen gli avrebbe volentieri alzato le mani contro, se non fosse stato per il particolare che, insieme alla grande prestanza fisica, faceva di lui non un essere umano qualsiasi, ma un Figlio del Drago: gli occhi.
Lo sguardo di quel maledetto popolo era da sempre tagliente, feroce e pauroso. Le loro iridi gialle diventavano dello stesso colore dell'oro fuso se venivano illuminate dal sole, mentre negli ambienti scuri come i corridoi del castello parevano bianche, come quelle dei ciechi.
(Il Re dei Popoli, Cap II)

Hewerth - Uno dei generali del Drago

Curiosando nella stanza vide, oltre a Rakje ed al Drago che già conosceva, altri due uomini. Entrambi, come ogni Figlio del Drago, erano piuttosto massicci ed avevano le iridi d'oro. Uno dei due, quello che reggeva un falco sul polsino di pelle, aveva i capelli così scuri da ricordare la corteccia di un albero secolare, e così lunghi da coprirgli persino la bocca.
(Il Re dei Popoli, Cap XIII)

Midnar - Uno dei generali del Drago

Tares aveva bussato alla porta di una stanza, che poco dopo si aprì, rivelando la figura di un uomo prestante, ma non mastodontico. A differenza degli altri Figli del Drago portava i capelli corti, legati da una specie di cerchietto di cuoio. Aveva la barba curata, fatta di recente, ma come tutti gli stranieri aveva addosso un inconfondibile odore di bosco silvano.
(Il Re dei Popoli, Cap XI)

Tares - Ex-Guerriero di sangue del Drago

Fu questione di pochi istanti, ma Aryen riuscì ugualmente a vedere il viso del guardiano. Aveva la carnagione bianca con le vene ben in vista. Il suo pallore cadaverico era accentuato dalle occhiaie, viola e profonde come quelle degli anziani. Non sembrava giovane, ma non aveva nemmeno il viso rugoso. Quell'uomo era una contraddizione vivente, con il fisico da guerriero ed il volto da vecchio, quindi dargli un'età era molto difficile. Il dettaglio che colpì Aryen, tuttavia, fu un altro. La pelle delle palpebre dell'uomo, infatti, pendeva nel vuoto. Qualcuno gli aveva certamente strappato gli occhi con la forza.
(Il Re dei Popoli, Cap IV)


 

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