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I Personaggi


I Reggenti di Hecatoor:

Atlas - Il maestoso re di Hecatoor

E' l'imponente Re dei Re, sangue del sangue dell'antica stirpe che ha dominato i Quattro Regni per secoli.
Nel suo passato nasconde uno scomodo segreto, proprio di tutti coloro che hanno regnato sulla fortezza della magia. E' un uomo saggio e maturo, disposto a tutto pur di difendere il proprio popolo, incluso sacrificare se stesso.
Quando ho scelto il suo nome l'ho fatto pensando alla sua corporatura grande e massicia, che ho subito associato alla figura di Atlante, il mitico titano che con le sue braccia sorresse il cielo. 

Lo guardai negli occhi scuri, tinti di una forza che, ero certa, non avrei mai posseduto, né avrei mai rivisto in altri. Era la forza del potere e della ragione insieme, che si infuse in me rassicurandomi.
«Sì» risposi abbassando lo sguardo, scrutando timidamente la sua corporatura robusta, forgiata da mille battaglie. Lui mi prese il mento tra le mani, obbligandomi a rivolgere il viso verso il suo. Era molto più vecchio di me. C’erano rughe e cicatrici a segnargli i lineamenti decisi, coronati dai lunghi capelli biondi. Era un uomo fatto e finito, ma, prima ancora di esserlo, era un re. Il Re dei Quattro Regni e di Hecatoor.
(Il Quarto Sapiente, Cap. II)

Ardesia - Secondogenita del Re di Blastara, sposa del Re

E' la protagonista atipica di questa storia. E' debole, fragile e continuamente sottoposta a torture psichiche. Senza volerlo si ritrova all'improvviso sposata ad un uomo che non aveva mai visto prima, poi vedova e sola in un luogo lontano da casa. Finisce coinvolta in una guerra che non le appartiene, mentre voci nemiche che soltanto lei sente la spingono a fare ciò che mai vorrebbe.
E' combattuta, incerta, ma sempre costretta a decidere non tanto per se stessa, quanto per il suo popolo e Hecatoor intera. L'unica cosa che vorrebbe è tornare nel suo luogo natale, a Blastara, però questa è anche l'unica cosa che non le è concessa. E così prova semplicemente a sopravvivere, provando vanamente a non farsi trascinare troppo dagli eventi e dai sentimenti, che, in maniera del tutto imprevedibile, iniziano a nascere nel suo cuore.

Il mio cuore ebbe un sussulto. Improvvisamente mi accorsi che gli occhi di tutti erano puntati verso i miei. Ebbi la sensazione che i presenti si aspettassero da me qualcosa che non ero in grado di fare. Mi sentii a disagio, così chinai lo sguardo impotente. Io non ero e non sarei mai stata come il Signore di Hecatoor. Non avevo né la sua forza, né il suo coraggio.
E allora perché tutti mi fissavano in attesa?
La voce, qualunque cosa avessi potuto dire, mi morì in gola.
(Il Quarto Sapiente, Cap. IV)


I Sapienti:

Radia - La più anziana, mezz'elfo

E' una creatura metà elfo e metà umana. A differenza di quanto si può vedere nell'immagine, come aspetto è del tutto uguale agli esseri umani (quindi non ha orecchie da elfo), ma per il resto la fisionomia in generale e l'atteggiamento sono davvero molto simili.
E' un personaggio silenzioso, una grande osservatrice del mondo e del tempo. Parla di rado, ma quando deve farlo le sue parole sanno avere un'incredibile durezza ed autorità. Ha una voce particolare, che non mostra né toni, né emozioni.
Come gli elfi non sa mentire ed invecchia molto lentamente, mostrando comunque un viso sempre giovane e perfetto. Come gli esseri umani prova sentimenti molto forti, che però nasconde, e vive profondi conflitti interiori tra il bene e il male.
Il suo potere è molto più forte degli altri, perchè discende da una stirpe elfica. Può esercitare la meditazione e non dormire per lungo tempo, può inoltre vedere con nitidezza sia ciò che è vicino che ciò che è lontano. Tale capacità è chiamata: il potere della vista.
 Il suo nome deriva dal fatto che intorno a lei ho sempre visto una sorta di aura magica, di potere mistico, che ho associato non so perchè alla luce dei raggi del sole.
Da qui il suo nome: Radia.

Rimasi talmente sorpresa dal suo aspetto da impiegare un istante di troppo a rispondere così come la cortesia imponeva, mentre, venendo meno alle sue regole, fissavo la donna rapita dalla sua bellezza. Celava i lunghi capelli biondi all'interno del cappuccio, ma i suoi occhi grandi e limpidi, dello stesso colore delicato di una rara rosa tea, rivelavano chiaramente l'arcana origine della sua stirpe. Era alta e slanciata, dotata di una bellezza ignota all'umano sentire. Nel suo sangue, senza dubbio, dovevano scorrere anche gli immensi poteri degli elfi.
(Il Quarto Sapiente, Cap. I)

Craus - L'Oscuro

Nel momento in cui ho pensato a come tratteggiare Craus, istintivamente ho pensato all'immagine di un corvo. Il corvo è un animale, ha gli occhi scuri, molto scuri, e molto spesso è visto come un essere solitario.
Allo stesso modo Craus è un Sapiente, per cui è "condannato" ad essere solo ed a vivere soltanto per proteggere i regnanti di Hecatoor. Non può opporsi al loro volere, anche se ha una mentalità molto forte, e questo lo porta spesso ad esprimersi più a gesti che a parole.
Appare burbero e brutale, ma in realtà è molto generoso e si preoccupa continuamente degli altri e di Hecatoor, il cui destino sente molto sulle sue spalle. Ha un atteggiamento protettitivo ed il potere di comunicare con gli animali.
Il suo nome è nato prima che legassi la sua immagine ad un corvo. In seguito, l'assonanza tra il verso del corvo ed il nome che avevo scelto per lui (un nome corto, con i caratteri dal suono duro) mi hanno poi portato a fare questa associazione.
Il ritratto che vedete qui sopra non è perfettamente concorde con la descrizione che ho fatto del personaggio, nè con l'immagine di lui che mi ero prospettata, ma, esattamente come la figura di Radia, richiama la stessa atmosfera e lo stesso sentimento che avrei voluto trapelasse anche dal mio personaggio. Ecco perchè ho scelto di inserirla.

Nel giro di un istante il cocchiere era ringiovanito di trenta o quarant'anni, assumendo l'aspetto che, avevo intuito sin dal principio, doveva essere il suo reale. Nei lineamenti marcati del viso riconobbi i passi decisi che mi avevano seguito lungo il percorso nel passaggio segreto. La sua figura, infatti, compresi i capelli lunghi e la barba lasciata un po' incolta, trasmetteva un che di brutalità e prepotenza.
(Il Quarto Sapiente, Cap. II)

Levis - Il ragazzo dai capelli di fuoco

E' il più giovane dei Sapienti di Hecatoor. E' un ragazzino insicuro, che si trova ricoperto di importanti responsabilità all'improvviso, nell'età più difficile e molto lontano da casa. Craus e Radia sono coloro che l'hanno aiutato ad inserirsi a Hecatoor e per questo Levis si sente in profondo debito con loro. Ecco perchè, nel suo piccolo, lui desidera davvero dimostrare di valere qualcosa, anche se nei fatti la paura di perdere il controllo di sè lo ostacola e limita molto.
E' il Sapiente con il potenziale maggiore. Possiede un potere tanto grande che spesso fatica a controllare la sua stessa magia. Ha due doni molto rari: quello di poter trasformare se stesso ed il corpo degli altri a piacimento, e quello di poter vedere il futuro, anche se, a causa della paura che gli annebbia i sensi, non sempre le sue visioni si rivelano corrette .
Il suo nome deriva dal sogno che ho fatto la notte in cui è nata la storia de "Il Quarto Sapiente". La mattina successiva lo ricordavo ancora e così, tralasciando il fatto che è anche il nome di una famosa marca di jeans, l'ho voluto conservare nella mia trama. 

Mi voltai di scatto, accorgendomi solo in quell’istante della presenza di un ragazzino che si stava avvicinando a passi spediti al cocchiere. Era magro, di età molto giovane, ma la cosa che più mi colpì di lui fu il colore dei capelli corti e scomposti che gli incorniciavano il viso asciutto. Erano di un rosso particolare, così vivo da ricordarmi le fiamme di un fuoco…
(Il Quarto Sapiente, Cap. II)

Il Quarto Sapiente

Quella del Quarto Sapiente è una classica "figura d'ombra". Nessuno sa da dove venga e cosa voglia. Lui si definisce "l'altra faccia di Hecatoor, quella che nessuno vuole vedere" e così amo definirlo anch'io. E' il lato oscuro che si cela dentro ognuno di noi. E' il potere nero che gli scorre nelle vene. Ma, soprattutto, prima ancora di essere una figura fisica a carnale, è la mente sinistra che agisce alle spalle; è una voce nel buio che si approfitta delle paure e delle debolezze di ognuno di noi.

«Io voglio tutto» disse il Quarto Sapiente, per la prima volta con la voce realmente carnale. Era roca ed imperativa, sottile. Non era alta, ma riusciva perfettamente a sovrastare i suoni delle anime violentemente uccise e dannate che gli volavano intorno. «Voglio Hecatoor, il suo passato ed il suo futuro.»
Con uno scatto sbarrai gli occhi e mi posai le mani sul ventre, stringendolo quasi con disperazione. Il futuro di Hecatoor era uno soltanto: il figlio mio e di Atlas. Cosa diavolo voleva fargli?
«Io voglio tutto ciò che mi spetta» continuò. «Tutto ciò che mi è stato negato un tempo.»
(Il Quarto Sapiente, Cap. XV)


I Nemici:

Verat - Crudele capo dei barbari di Namya

E' il grande capo dei barbari che assediano Hecatoor. E' un uomo vigoroso, determinato e brutale. Come tutti i suoi seguaci è cresciuto in un mondo in cui a sopravvivere era soltanto il più forte, ed in cui il potere era ottenuto soltanto con la spada ed il sangue. Da sempre abituato ad ottenere ciò che vuole con la forza, non accetta di non riuscire a conquistare Hecatoor e ricorre ad ogni stratagemma, anche ai più subdoli, pur di riuscire nell'impresa.
Soltanto ora, rileggendo Il Quarto Sapiente, mi sono accorta di non aver mai scritto perchè vuole proprio Hecatoor. Dopo la conclusione, semplificando, posso dire che la vuole perchè il luogo in cui il suo popolo è nato è diventato per loro ormai piccolo e, potendo scegliere quale Paese attaccare per espandersi, con ambizione ha scelto il più forte. Il suo obiettivo era quello, conquistando Hecatoor, di imporre il suo dominio anche a tutte le terre circostanti, poichè chi governa su Hecatoor, governa anche sui Quattro Regni interi.
Il suo nome deriva dalla parola italiana "Verità". In questa storia (e mi rammarico di non essere riuscita a farlo per questione di tempi e spazi) non volevo farlo apparire un personaggio solamente cattivo, ma mi sarebbe piaciuto mostrare la sua verità, per quanto diversa dalla nostra e brutale.

«Stregoneria» disse imprecando tra i denti, contemplando il riflesso che il liquido argenteo gli mostrava: il suo viso terso, non ferito se non dalle cicatrici ormai vinte delle sue ultime battaglie. Con la mano possente allora attrasse a sé uno dei suoi uomini e gli diede un ordine chiaro e preciso, con veemenza. Quando Verat diceva qualcosa, infatti, non chiedeva, ma comandava.
«Tu. Prepara le catapulte.»
(Il Quarto Sapiente, Cap. V)

La Sapiente traditrice di Shibill

Il corpo della giovane fanciulla era ricoperto di sete pregiate, che scivolavano sui suoi fianchi come la trasparente corrente di un ruscello, piegandosi per meglio seguire il corso del suo corpo ed accarezzarlo dolcemente. Nei lineamenti delicati e nei piccoli occhi scuri, Verat lesse la sua lontana origine, così come nei suoi lunghi capelli dello stesso colore dell’ebano, lisci come mai avrebbe pensato potessero essere quelli di una donna. Verat li seguì per tutta la loro lunghezza, fino a posare lo sguardo sulla vita sottile della ragazza ed a sorriderle compiaciuto. Ecco quel che era la sua misteriosa ospite: una giovane fanciulla dotata di una bellezza molto rara, tipica dei frutti proibiti.
(Il Quarto Sapiente, Cap. XII)


 

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