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Come Pioggia

REGINA POZZATI

Indice

Trama


Messico, 1529
Lingua. Schiava. Amante.
Nella sua vita, Malinche è stata molte cose da quando è stata donata a Hernàn Cortès.
È stata "sua" in molti modi diversi, ma non ha mai smesso di credere che un giorno o l'altro lui avrebbe davvero potuto liberarla, così come le ha promesso una notte lontana, nella sua tenda, alla tiepida luce delle candele.
Cortès, però, non è un uomo come tutti gli altri. Le ombre che si porta appresso sono tante e così oscure da impedirgli di poter fare del bene incondizionato a qualcuno. 
Il rapporto che li lega è violento e straziante, ma anche puro e delicato come la pioggia che nutre una terra troppo a lungo intrisa di sangue. 

"Lui era il capo del suo popolo. E lei, per lui, aveva messo in catene il proprio."

Recensioni


I LETTORI DICONO...

Un uomo bello e potente come una divinità. La donna che è stata la sua interprete, la sua amante, la madre di suo figlio.
È veramente incredibile come l'autrice sia riuscita a descrivere con un breve racconto, che descrive l'istante di un incontro, una intensa e travolgente storia d'amore. 
continua a leggere...

I LETTORI DICONO...

Un amore impossibile. Una storia romantica non soltanto con l'uomo sbagliato, ma con un uomo il cui nome sarà sempre ricordato nel sangue.
La narrazione è impeccabile. E' facile sentirsi dentro questa storia così antica e così moderna insieme al punto da percepire la pioggia che cade nella foresta e la fragilità di un amore vissuto di nascosto, ma non per questo meno prezioso. continua a leggere...

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Note Storiche


La realtà storica traccia verità che la fantasia dello scrittore non può ignorare. Ho voluto raccogliere gli elementi certi e ripercorrere la storia di Malinche e Cortés così come ha colpito la mia fantasia – e il mio cuore – la prima volta che mi ci sono avvicinata.
Mi rendo conto che è stato un azzardo dare un’immagine per certi versi “romantica” di un uomo che ha massacrato e ridotto in schiavitù un intero popolo, però ho voluto comunque tentare di vederlo con gli occhi di chi si è prestato al suo disegno di conquista come Malinche, che per lui è stata appunto “lingua”, schiava e amante.
Questo racconto non è che uno scorcio sulle loro vicende. Se comunque avete curiosità di sapere cosa è accaduto successivamente continuate a leggere.

Malinche.
Nel 1529 Juan Jaramillo inoltrò la richiesta di risposarsi, in quanto era rimasto vedovo. Si suppone che Malinche sia morta quello stesso anno, a me piace pensare che abbia voluto svanire nella foresta e riappacificarsi con la natura.

Hernan Cortés.
Nel 1529 tornò in Spagna e portò con sé il figlio Martìn. Tentò ogni strada per far sì che venisse riconosciuto come erede legittimo, incluso scrivere al papa Clemente VII, ma fallì.
Nel 1533 diventò nuovamente padre grazie alla sua seconda moglie: Juana de Zuniga, una nobile spagnola. Scelse di chiamare anche questo bambino Martìn. A lui andrà in eredità il titolo di Marchese della Valle di Oaxaca.
Nonostante le conquiste e le continue battaglie, in vita non fu mai un uomo particolarmente stimato a causa del suo temperamento indomito. Fu accusato di molte cose, tra cui la morte della sua prima moglie, Catalina, e diverse irregolarità che non piacquero mai alla corona spagnola. Per come la vedo io, fu un uomo pieno di ombre, perennemente alla ricerca di qualcosa che forse non trovò mai (o non volle trovare).
Morì nel 1547. Chiese che il proprio corpo venisse tumulato nella chiesa di Gesù Nazareno a Città del Messico; lo stesso luogo in cui Malinche aveva dato alla luce Martìn.